Attualità
Crociata contro i libertini
di Sebastiano Tilloca[31 lug 2009]
A forza di tirare la giacchetta (pardon, la tonaca) arriva la condanna della Chiesa o comunque di un titolato esponente come monsignor Crociata, interpretato come un attacco al nostro premier per le note e recenti vicende che lo hanno coinvolto. Ma ne siamo davvero sicuri?
A richiedere sommessamente o a gran voce il pronunciamento ecclesiatico, e a compiacersene, sono settori della politica e dell’informazione non propriamente clericali, mentre se andiamo a leggere i commenti di (e)lettori di Libero e de Il Giornale tradizionalmente più vicini ai valori cattolici troviamo riferimenti ai preti pedofili e all’ingerenza vaticana in politica.
Parrebbero rovesciati i tradizionali rapporti di “simpatia” tra le gerarchie d’oltretevere e gli schieramenti politici. Ma è proprio così ?
Pare invece trattarsi di una delle solite uscite ‘cerchiobottiste’ dei prelati che cercano di combinare alchimisticamente il maggior profitto e il minor danno possibili dalla vicenda. In effetti critiche moraliste erano state già avanzate da Avvenire e Famiglia Cristiana per cui il pronunciamento di una qualsiasi alta autorità ufficiale ecclesiastica era necessaria.
Di qui l’uscita di monsignor Crociata che francamente non dovrebbe entusiasmare i laici. Si tratta di una condanna del “libertinaggio gaio ed irresponsabile” , con riferimento vago al “degrado morale” e alla “lussuria” oltretutto pronunciata in occasione di una commemorazione di santa Maria Goretti. Di discorsi episcopali simili ne sentiamo almeno una decina l’anno, questo è capitato forse non a caso in questo frangente ma forse il punto non è il libertinaggio più o meno gaio di uomini politici non citati (anzi, la politica nell’intervento è solo sfiorata).







































